Il presidente degli Stati Uniti vara le misure protezionistiche che colpiscono le merci importate dall’estero. Per l’auto l’aliquota è del 25%
2025.04.02 21:26
Dal Giardino delle Rose della Casa Bianca è iniziata la guerra commerciale degli Stati Uniti, con l’annuncio dei nuovi dazi che colpiranno le merci importate dall’estero. “Tra poco firmo un ordine esecutivo storico per istituire dazi reciproci. Il 2 aprile è come giorno della liberazione, il giorno in cui torniamo a fare l’America ricca. Il nostro Paese è stato deturpato per decenni, non succederà più”, ha detto il Trump che poi ha rincarato scagliandosi contro l’Europa dichiarando: “è un duro commerciante, ci hanno derubato per anni, sono patetici”. Dunque, i dazi “base”, entreranno in vigore a partire dal 5 aprile e avranno l’aliquota fissata al 10%, che diventano "reciproci" per i Paesi che la Casa Bianca ritiene ingiusti nelle proprie politiche commerciali verso gli Usa. Con questo principio si va, per esempio, dall’aliquota del 20% dell’Europa, al 34% alla Cina, fino del 49% alla Cambogia. Solo al 10% per la Gran Bretagna.
Confermati i più temuti, quelli sull’auto, il balzello del 25% sulle auto straniere importate che scatta dal 3 aprile. "Fino ad oggi, gli Stati Uniti hanno per decenni imposto solo un dazio del 2,5% sulle automobili prodotte all'estero. L'Unione Europea - ha detto Trump - ci impone oltre il 10% di dazi e ha l’IVA al 20%. Molto, molto più alta".
Insomma, un colpo duro, al quale l’Europa è chiamata a rispondere. Occorre evitare una guerra commerciale fatta di dazi che danneggerebbe i cittadini statunitensi ed europei. Siamo già al lavoro con la Ue e i partner europei per una prima valutazione e una risposta comune: domani a Bruxelles vedrò il commissario Sefcovic. E’ necessaria una risposta basata su un approccio pragmatico, basato sul dialogo". Lo scrive su X il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, dopo l'annuncio sui dazi di Donald Trump. "Serve un negoziato costruttivo, con la schiena dritta, che tenga conto delle preoccupazioni americane ma tuteli i sacrosanti interessi europei. Il Governo non lascerà indifeso il sistema produttivo italiano, lavoreremo alla diversificazione dei mercati di sbocco dei nostri prodotti, come indicato dal Piano d’azione per l'export"
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