A Collegno si è tenuta una tavola rotonda dove rappresentanti di istituzioni e filiera hanno parlato di come far uscire il settore dalla crisi
2025.03.18 ( Aggiornata il 2025.03.18 10:50 )
Nel momento di difficoltà del settore automotive c’è una sola risposta: unire le forze per garantire competitività. Lo ha sottolineato l’ingegner Antonio Casu, CEO di Italdesign e vice presidente dell’Unione Industriali Torino con delega Smart Mobility, in un intervento ricco di temi e riflessioni davanti a rappresentanti della filiera e delle istituzioni al convegno organizzato a Collegno (Torino) nella sede di Bitron 4da Auto Tecnica Company Date.
Partito da un breve viaggio tra le tecnologie di uso quotidiano un tempo inimmaginabili ma capaci di cambiare le nostre abitudini, dal semplice telefonino agli auricolari senza fili, agli smartphone con i traduttori universali oggi di largo uso, ha ricordato come “si è cercato di inventare tutto, ma l’unica cosa che non si poteva inventare è il teletrasporto. L’umanità avrà sempre bisogno di carrozzerie o gusci per proteggere e trasportare persone e oggetti, dunque ci sarà sempre bisogno di vetri, materiali, comodità, sedili, strutture per le merci. La componentistica e le carrozzerie del veicolo, indipendenti dal modo e dal tipo di energia con cui si muove, continueranno a essere sempre presenti. Di conseguenza la domanda che dobbiamo porci non è se c’è un futuro per l’industria, ma quale futuro vogliamo continuare ad avere noi”.
Unione Industriale, che all’interno ha anche numerose aziende di Automotive, e ANFIA (rappresentata da Miriam Gangi) sono un punto di riferimento per le aziende del comparto: “Ma c’è un soggetto che sarà presentato a fine mese, una nuova entità in arrivo: la Vehicle Valley Piemonte di cui Unione Industriale è fondatore e Anfia socio. L’obiettivo è unire le nostre forze e garantire competitività: siamo tutte aziende medie o piccole, non ci sono colossi americani o come la cinese BYD, dunque dobbiamo fare sentire la nostra voce perché quella del Piemonte e dell’Italia si sentono ancora poco: così faremo un bel coro per dimostrare che nelle nostre aziende ci sono competenze complementari…”.
Certamente i componenti cambieranno, sarà necessaria una filiera pronta e competitiva. Attenzione, però, perché un certo tipo di competitività potrebbe ricadere in danni pericolosi.
“Non bisogna cadere nell’errore di farci mettere in competizione uno contro l’altro. Una certa competizione, quella che chi offre di meno vince, non copre i costi reali, alla fine chi li abbatte deve trovare soluzioni che implicano minore qualità, vanno a spolpare il prodotto e danneggiano anche chi ha comprato”.
La strada per la migliore competitività è anche quella delle sinergie per non duplicare i costi e condividere progetti che magari in casa non si hanno e Casu ha fatto riferimento alla collaborazione intrapresa da Italdesign con Sabelt per la realizzazione di speciali sedili innovativi che avevano bisogno di competenze più da sviluppatore di veicoli: le competenze delle due aziende si sono integrate per completare il progetto. “Così si diventa più resilienti… si attirano clienti e progetti nuovi, si crea lavoro e si tiene in alto un territorio che è conosciuto come eccellenza del settore dell’auto”.
Al convegno ha partecipato anche l’onorevole Alberto Luigi Gusmeroli presidente della commissione Attività produttive, Commercio e Turismo della Camera: "La componentistica italiana è un'eccellenza riconosciuta in tutto il mondo e l'Automotive rappresenta un asset strategico della nostra industria. La Commissione europea del 5 marzo ha solo differito il tema delle multe ai costruttori senza nessun accenno a carburanti alternativi come bio-fuel, e-fuel e idrogeno per diversificare concretamente il processo di decarbonizzazione, fuori dell'ideologia del solo elettrico. La sostenibilità deve essere anche economica e sociale, preservando l'occupazione e la produttività sul territorio. Le sfide attuali impongono di scegliere in prospettiva, facendo sinergia fra aziende, rete di concessionarie e istituzioni, per trovare soluzioni più efficaci. Ascoltare la filiera è stato prezioso, anche in vista dell'audizione del presidente John Elkann che mercoledì riferirà in commissione sull'attività del Gruppo Stellantis in Italia”.
Gusmeroli ha ricordato come in passato la partecipazione degli Agnelli alla politica sia stata rilevante e di riferimento e che tale tradizione merita continuità e partecipazione degli attuali eredi.
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